Opera del Vocabolario Italiano

Istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Il Milione nel TLIO

a 700 anni dalla morte di Marco Polo

Il racconto dei suoi viaggi in Oriente, Marco Polo (1254-1324) lo affidò a R ustichello da Pisa, autore di romanzi cavallereschi incontrato nelle carceri genovesi nel 1298. Ne scaturì Le Divisement dou Monde, o  Milione , uno straordinario racconto delle cose viste alla corte del Gran Cane: ​«selonc que en celle escripture se contenoit, fu verité, selonc ce qe je, Marc Pol, vit puis apertemant a mes iaux​». 

L'opera conobbe una rapida fortuna e fu tradotta anche in Toscana, oltre che in area emiliana. Il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini utilizza l'edizione più affidabile della versione toscana di Valeria Bertolucci Pizzorusso ( Adelphi, 1975 ), dove la frase citata sopra suona: ​«Ed i' vi conterò per ordine ciò che la scrittura contenea; e tutto è vero però ch'io Marco lo vidi poscia co mi' occhi​». Il TLIO spoglia inoltre il frammento emiliano edito da ​Alvaro Barbieri («Critica del testo», IV/3, 2001), e dà conto della presenza di attestazioni rilevanti in altre edizioni e nella tradizione lessicografica.
Qui si offre una scelta delle voci del  TLIO ​più significative fra quelle sinora pubblicate contenenti esempi tratti dalle versioni italiane del Milione.

La pagina è stata realizzata in collaborazione con l' Accademia Nazionale dei Lincei, in occasione del convegno internazionale La via dell’Oriente e ... dell’America: Marco Polo 1324-2024 (23-25 ottobre 2024) coordinato da Luciano Formisano.

«Non c'è linguaggio senza inganno​» (Italo Calvino, Le città invisibili, Torino, Einaudi, 1972, Le città e i segni. 4.​)